Con l’avanzare dell’età, il nostro corpo cambia. I muscoli si riducono, il metabolismo rallenta, e anche il modo in cui distribuiamo il grasso corporeo si modifica. Per questo motivo, l’IMC (Indice di Massa Corporea) negli anziani va interpretato in modo diverso rispetto agli adulti più giovani. Ma cosa significa davvero? E perché non possiamo usare gli stessi standard per tutti? Scopriamolo insieme in modo semplice e pratico.
Cos’è l’IMC e perché viene usato
L’IMC è un numero che si ottiene dividendo il peso in chili per il quadrato dell’altezza in metri. Serve per capire se una persona è sottopeso, normopeso, sovrappeso o obesa. È un indicatore molto usato perché è facile da calcolare e dà un’idea generale della situazione corporea.
Ma attenzione: l’IMC non dice tutto. Non distingue tra muscoli e grasso, né tiene conto dell’età. Ed è proprio qui che iniziano i problemi, soprattutto per gli anziani.
Il corpo cambia con l’età
Con il passare degli anni, il nostro corpo subisce cambiamenti naturali:
- I muscoli si riducono (si chiama sarcopenia)
- Il metabolismo diventa più lento
- Il grasso si concentra più facilmente sull’addome
- L’altezza può diminuire leggermente
Tutti questi fattori possono alterare il valore dell’IMC anche se il peso rimane stabile. Per esempio, una persona anziana può sembrare “nella norma” secondo l’IMC, ma in realtà avere poca massa muscolare e troppo grasso viscerale (quello pericoloso).
IMC e rischio di salute negli over 65
Negli anziani, un IMC leggermente più alto rispetto ai valori standard non è necessariamente un problema. Anzi, diversi studi hanno mostrato che un IMC tra 24 e 29 potrebbe essere protettivo per la salute negli over 65.
Perché? Perché un po’ di “riserva” può essere utile in caso di malattia, cadute o periodi di inattività. Inoltre, un IMC troppo basso (sotto 22 negli anziani) può indicare denutrizione o perdita di massa muscolare, due situazioni da evitare.
Quindi, quale IMC è giusto per un anziano?
Non esiste un numero magico valido per tutti. Tuttavia, ecco alcune indicazioni pratiche:
- IMC sotto 22 → potenziale rischio di fragilità o malnutrizione
- IMC tra 24 e 29 → spesso considerato ottimale negli anziani
- IMC oltre 30 → attenzione al sovrappeso e ai problemi collegati (come diabete, pressione alta, ecc.)
Oltre al numero, è fondamentale osservare come una persona sta fisicamente: ha forza? Si muove bene? Ha perso peso senza motivo?
Consigli utili per monitorare la salute da anziani
- Non fissarti solo sul peso: valuta anche come ti senti e se riesci a fare le attività quotidiane.
- Mangia in modo bilanciato: proteine, verdure, frutta e fibre aiutano a mantenere i muscoli e l’energia.
- Fai un po’ di movimento ogni giorno: anche solo camminare o fare esercizi leggeri può fare la differenza.
- Parla con il medico o il nutrizionista: specialmente se noti dimagrimenti improvvisi o aumento del girovita.
- Misura anche la circonferenza addominale: può dare un’indicazione più precisa del grasso viscerale rispetto all’IMC.
L’IMC resta un indicatore utile, ma va sempre messo in contesto, soprattutto quando si parla di persone anziane. Non serve inseguire il “peso perfetto”, ma trovare un equilibrio che permetta di vivere bene, con energia e salute. Ascoltare il proprio corpo, mangiare bene e restare attivi sono le chiavi per invecchiare con serenità.